Filetti di alici marinate Nonna
Tipicità: Toscana

Lavorazione artigianale, vengono prese le alici (acciughe nazionali) gli viene tolta la testa, aperte a metà e poi gli viene asportata la spina centrale e le interiora. Lavate bene sotto l’acqua corrente e asciugate bene. Vengono poi messe in recipienti di alluminio e ci viene spremuto i limoni filtrando il succo per eliminare i semi.

Vengono fatte riposare in frigorifero per almeno 6 ore durante il quale le alici hanno tempo di marinare e con l'aggiunta del sale vengono "cotte" dall'acido citrico contenuto nel succo del limone.

Altre informazioni
Corpo lungo, provvisto di squame, muso breve. Le pinne del petto sono normali. La pinna della coda è a V. L’acciuga si distingue dagli altri per avere la mascella di sotto più corta di quella di sopra. Il colore è verde azzurro, i fianchi e la pancia sono di colore argento, lungo i fianchi c'è una linea marrone. Può essere lunga da 15-18 centimetri fino ad un massimo di 20 centimetri.

Il valore economico è buono in quanto le carni sono gustose e vengono consumate sia fresche che salate. Con le acciughe desalate e pestate in un mortaio o passate al frullatore si prepara una salsa squisita, analoga al rinomato garum o garon degli antichi romani

Le acciughe si pescano da marzo a settembre con rete a strascico, da posta, o con rete da circuizione, calata superficialmente a diversa profondità fra la superficie e il fondo delle secche sabbiose. Meglio con la luna piena che le attira in superficie o attirando le acciughe con sorgenti luminose artificiali, dette lampare e con una congrua pasta di granchi come esca buttata con le mani dal secchio sulle reti.

In Italia l’acciuga viene chiamata alicequando, essendo giovane, è piccola. In Liguria viene chiamata generalmente anciua, amarou, anciona, amplona, amplouva, e il novellame di dimensioni fino a 3 cm si chiama gianchettu o bianchetto (dal colore che l’acciuga ha quando è così giovane). In Veneto viene chiamata anchió oppure sardón. In Venezia Giulia viene chiamata nini, anciò, sardela, sardòn In Toscana acciuga, alice. Nelle Marche acciuga, alice, sardela, sardone; argentini, latterini, lilla, magnana, nudini e il novellame paranzoli. Negli Abruzzi acciuga, alice, argentini e il novellame nudini. Nel Lazio acciuga, alice. In Campania acciuga, alice, alice ‘e sperone e il novellame alice annure. In Puglia aléce, alice, alice de sperone, speronara. In Calabria alici, aliciàstra, aliciastrùni, mezz’alici e il novellame bianco mangiare, neonata. In Sicilia, aléce, alice, alìccia, anciva, anciova, ancioja, anciora, masculina, masculinella, masculinu, mascolini e il novellame nunnata, bianchetto, anciovillo. In Sardegna anciona, angioja, anciova, angiouvitta, aggiuva, azzuva.

INGREDIENTI: filetti di ALICI (Engraulis encrasicolus), olio di semi di girasole, prezzemolo, peperoncino, aceto d’alcool, aceto di vino, sale, correttore di acidità: E330, conservante: E202.

Valori Nutrizionali medi per 100g di Prodotto

  • Valore energetico kJ 920  -  kcal 220
  • Grassi gr 13,07
  • di cui grassi saturi gr 2,38
  • Carboidrati gr 0,2
  • di cui zuccheri gr 0
  • Proteine gr 25,4
  • Sale gr 2,94

ALLERGENI: PESCE
Può contenere tracce di: glutine, soia, uova, crostacei, sedano, solfiti, molluschi.

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